McM London Comic-Con – Intervista esclusiva con George Wada, Ryotaro Makihara e Katsuiko Kitada di Shingeki no Kyojin « Interviste « cineMania

McM London Comic-Con – Intervista esclusiva con George Wada, Ryotaro Makihara e Katsuiko Kitada di Shingeki no Kyojin

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Mentre eravamo al McM Comic-Con di Londra, abbiamo avuto l’occasione di intervistare in esclusiva tre membri dello Studio WIT, il presidente George Wada, l’animatore Ryotaro Makihara e il direttore dell’animazione e animatore Katsuiko Kitada, ospiti della manifestazione, che nel pomeriggio di sabato 26 ottobre hanno incontrato i fan in un pannello dedicato alle due opere realizzate dallo studio, in appena un anno di attività. Stiamo parlando dell’acclamata serie animata di Shingeki no Kyojin (L’attacco dei giganti, il cui manga è edito in Italia da Planet Manga, ndr.) e del mediometraggio Hal, che rappresenta il debutto alla regia di Makihara. Entrambe le opere sono ancora inedite nel mercato italiano.

Prima durante il pannello avete detto che state considerando di realizzare una seconda serie di Shingeki no Kyojin. Il problema è che adesso non c’è abbastanza materiale? Avete preso in considerazione la possibilità di animare i romanzi ispirati alla serie (al momento ne sono usciti tre, ndr.)?

Wada:

“Difficilmente [animeremo i romanzi]. Il manga è la base su cui abbiamo realizzato l’anime”.

Con l’uscita dei primi dischi in Blu-ray di Shingeki no Kyojin, abbiamo potuto notare rispetto agli episodi andati in onda in televisione, una differenza molto marcata in termini di ombreggiatura e nella presenza dei dettagli. Inoltre tra la prima e la seconda stagione, c’è una differenza tra la qualità dell’animazione. Quanto tempo avete dedicato alla realizzazione di un episodio? Quanto state lavorando in questo momento per la ri-animazione nella versione in Blu-ray?

Makihara:

“Non posso dire esattamente quanto tempo abbiamo impiegato ma, non penso che abbiamo impiegato più tempo man mano che la serie andava in onda. Lo staff ha cominciato ad abituarsi all’animazione delle manovre verticali dell’attrezzatura, diventare una squadra più unita, e probabilmente questo ha portato a un aumento della qualità”.

Quindi anche il miglioramento nell’uso dell’animazione in computer grafica è dipeso da questo?

Kitada:

“Si, penso che dipenda dal fatto che il lavoro di squadra è migliorato e per questo alla fine è stato più omogeneo”.

Perché avete scelto questo manga come primo progetto del vostro studio? Vi piaceva il manga oppure c’è stato qualche altro elemento che vi ha spinto a sceglierlo?

Wada:

“La ragione per cui l’abbiamo scelto, come studio, come nostro primo lavoro, è stato perché il tema di Shingeki no Kyojin è lo stesso tema che abbiamo impostato con lo Studio WIT. Facevamo parte della Production I.G., avremmo potuto andare avanti nel fare degli anime all’interno della Production IG, ma invece siamo usciti al di fuori della protezione della Production IG per realizzare le nostre opere. E questo è lo stesso tema che trovi in Shingeki no Kyojin”.

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Sia in Shingeki no Kyojin che in Hal, abbiamo il tema della perdita, ma possiamo vedere le due facce della stessa medaglia. Come avete approcciato questi due lavori dal punto di vista della trama e dell’animazione?

Makihara: “In Hal, abbiamo un’immagine della vita di tutti i giorni, la gente vive la vita ridendo e scherzando, ma questo non significa che non c’è violenza, che non c’è morte, che non accadono cose assurde, al di sotto di tutto questo. Non c’è un mescolamento, tra quello che accade sulla superficie con quello che accade al di sotto, ed ho pensato che poteva essere possibile poter ancora far vedere questi altri elementi in un modo più sottile, anche se stai facendo vedere solo quel lato più leggero”.
Kitada: “Come animatore Shingeki no Kyojin aveva tutte queste emozioni slegate, senza controllo, la rabbia era proprio lì sulla tua faccia. In Hal, è più calmo, le emozioni non hanno dei tagli così netti, c’è una sensazione in cui stai ponendo al pubblico, la domanda. E suppongo che come animatore, forse perché sono giapponese, cerchi di prendere queste emozioni negli anime, sulla tua faccia, e pensi a come in realtà mostreresti queste emozioni nella vita reale”.

Avete detto che il vostro prossimo lavoro sarà un lungometraggio animato, di circa 90 minuti. In che punto del progetto vi trovate? Sceneggiatura? Storyboard? E quando pensate che sarà pronto?

Makihara:

“È un segreto”.

Tornando a Shingeki no Kyojin, nell’ultimo episodio vediamo un Titano nel muro, non è molto chiaro se si trova all’interno del muro o se sta guardando da dietro al muro. Di chi è stata l’idea di mettere questa scena alla fine dell’episodio?

Wada:

“Quello è il mistero del manga di Shingeki no Kyojin. Il piano inizialmente era di tagliare quella scena ma Tetsuro Araki, il regista, vuole continuare a farlo, e quindi ha voluto finire con quel mistero”.

Durante il pannello abbiamo parlato dell’importanza della prima opening, Guren no Yumiya dei Linked Horizon, e del successo che ha ottenuto questa canzone in tutto il mondo. Per la colonna sonora dell’anime sono state usate diverse canzoni in lingue inglese e tedesca. Come mai avete scelto la lingua tedesca? L’avete scelta solo per fare presa su un pubblico più ampio o per altre ragioni?

Wada:

“Shingeki no Kyojin è ambientato in un mondo fantastico ma il regista, Tetsuro Araki, ha voluto avere un posto come modello, ed ha pensato alla Germania. Di conseguenza, in quel mondo, voglio dire Eren Jaeger è un nome tedesco, di conseguenza ha puntato su quell’influenza tedesca per tutta la produzione per aiutarlo a creare la sua visione del mondo”.

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Quindi quando era la ricerca di cantanti per questa serie, era alla ricerca di cantanti che sapessero cantare in tedesco? È stato difficile trovare cantanti giapponesi che sapessero cantare in tedesco?

Wada:

“È stato difficile trovare qualcuno, perché era quello che stavamo cercando, ma abbiamo trovato i Linked Horizon”.

Alla terza edizione dei Newtype Anime Awards, Shingeki no Kyojin ha vinto diversi premi: regia, sceneggiatura, colonna sonora, personaggi femminili e maschili. Che impatto hanno avuto queste vittorie sul vostro lavoro e la vostra esperienza con questo anime?

Wada:

“Quello che posso dire è che, questa è la prova che non ci stavamo sbagliando, in quello che stavamo facendo. Ci fa sentire sicuri di noi stessi e fieri”.

Dopo questo grande successo e il conseguimento di queste vittorie, sentite una pressione per i vostri prossimi progetti?

Makihara: “Non sento pressione, faccio solo quello che faccio, provo cose diverse”.
Wada: “Penso che, dato che abbiamo avuto un così grande successo così presto, è troppo presto per noi sentire una pressione. Se avessimo avuto questo successo dopo tre/cinque anni di lavoro, allora forse avremmo sentito una pressione per il nostro prossimo progetto. Dato che siamo ancora nel nostro secondo anno, siamo ancora giovani, freschi ed energetici, e non abbiamo tempo per sentire la pressione”.
Kitada: “Non sento nessuna pressione, come animatore. Non sapevo nemmeno che avevamo vinto dei premi, in verità. Lavoro solamente per fare in modo che riesca a realizzare al meglio quello che faccio, e questo è tutto quello che faccio”.

In termini di animazione qual’è stata la vostra scena preferita in Shingeki no Kyojin e in Hal?

Kitada: “La mia scena preferita in Hal è quella in cui si riprende e sorride. E in Shingeki no Kyojin amo la scena in cui Eren è arrabbiato e rilascia le sue emozioni”.
Makihara: “È molto difficile per me, per Hal, perché mi piace tutto. Forse all’inizio, prima dell’incontro tra Hal e Kurumi, quando sta da solo sul fiume. E quel sentimento di solitudine e del dover iniziare un viaggio, Hal sa solo che incontrerà lei, ma sembra che sarà un viaggio lungo e solitario”.

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Avete lavorato al progetto allo stesso tempo, come avete diviso il vostro carico di lavoro?

Makihara: “Personalmente ho lavorato solamente a Hal per un giorno e poi sono rimasto coinvolto con Shingeki no Kyojin”.
Kitada: “È stato lo stesso per me, stavo lavorando ad Hal e poi siamo andati a lavorare a Shingeki no Kyojin. Ma ho aiutato qua e là, quando stavo lavorando su Hal, prima di cominciare a lavorare all’anime”.

Quindi il lavoro su Hal è cominciato quasi un anno prima di Shingeki no Kyojin?

Wada:

“Abbiamo iniziato la produzione su entrambi, più o meno allo stesso tempo, Hal è stato finito il 7 aprile del 2013, e la trasmissione della prima parte di Shingeki no Kyojin è iniziata l’8 di aprile. Quindi la prima parte di Shingeki e di Hal sono state realizzate allo stesso tempo. E poi la seconda parte di Shingeki no Kyojin, che comprende i restanti 14 episodi, è stata realizzata dopo la fine di Hal, ed è stato in quel momento che loro due sono rimasti coinvolti in Shingeki no Kyojin”.

E qui abbiamo la risposta alla nostra domanda sulla differenza della qualità dell’animazione tra la prima e la seconda parte della serie animata di Shingeki no Kyojin. Perché tutti quelli che erano coinvolti in Hal, una volta finita la produzione, sono passati a lavorare a Shingeki.

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Al centro commerciale Ikebukuro Sunshine di Tokyo si è tenuta una mostra su Shingeki no Kyojin. Pensate che questo tipo di mostre potrebbero essere tenute anche in altre parti del mondo?

Wada:

“Se ci invitassero andremmo con gioia, ma nessuno ci ha invitato fino a questo momento”.

Quali sono i vostri progetti nel prossimo futuro? Makihara ha detto che sta lavorando a un lungometraggio d’animazione, pensa che dopo tornerà a lavorare a una serie televisiva?

Makihara:

“Mi piacerebbe fare anche anime per la televisione”.

Cosa ha in serbo lo Studio WIT?

Wada:

“Il nostro prossimo progetto sarà qualcosa di diverso da quello con Makihara. Sarà un progetto per la televisione”.

Kitada, quale sarà il vostro prossimo progetto. Lavorerà di nuovo con Makihara? Con lo Studio WIT?

Kitada:

“Ho già iniziato a lavorare a un’altra cosa, ma se avrò l’opportunità e il tempo, mi piacerebbe lavorare ancora con Makihara e sembra che ci sia la possibilità di lavorare ancora con lo Studio WIT”.

Puoi dire a che progetto stai lavorando, in questo momento?

Kitada:

“Mi dispiace ma non posso, è per un’altra compagnia”.

Kitada, ha lavorato come character design, key animator (genga, ndr.), in-between animator (toga, ndr.), qual’è il tuo ruolo preferito?

Kitada:

“Per me è la key animation. Mi piace far muovere le cose, non mi importa come è il personaggio fin tanto che posso animarlo, allora sono felice”.

QUI, trovate il resoconto del pannello

Inoltre ricordo che a Lucca Comics and Games intervisteremo Mika Kobayashi, una delle cantanti della colonna sonora di Shingeki no Kyojin.

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