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Bling Ring – Sofia Coppola a Roma parla di adolescenti e dell’ossessione per le celebrità e i brand

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The Bling Ring - Foto del Film

Uscirà nelle sale italiane la prossima settimana dopo essere stato presentato in anteprima al Festival di Cannes. Parliamo di Bling Ringla pellicola diretta da Sofia Coppola (Leone d’Oro a Venezia con Somewhere) dove la dolce Emma Watson si è trasformata in una ragazza ribelle così ossessionata dal lusso e dallo showbiz da improvvisarsi ladra insieme a un gruppetto di amici che hanno i volti di Taissa Farmiga, Claire Julien, Katie Chang e Israel Broussard. Tra le loro vittime Paris Hilton, Orlando Bloom e Lindsay Lohan.

La regista, premio Oscar (Lost in Translation) e Leone d’Oro (Somwhere), è sbarcata a Roma per presentare la sua pellicola, svelando i punti su cui focalizzare pre e post-visione e le reali motivazioni che l’hanno spinta a scegliere questa particolare storia.

Sofia Coppola presenta Bling Ring a Roma - Foto 2

Gli eventi del film si sono svolti tra i 2008 e il 2009, poco prima dell’esplosione della grande crisi. È cambiato in seguito qualcosa in quel panorama sociale?

Per quanto ne so io, il fascino e l’ossessione verso il mondo delle celebrity e il successo dei reality show televisivi è addirittura aumentato rispetto al 2008. Non credo che la crisi abbia avuto un grosso impatto. Ero interessata ad analizzare con un film questo aspetto della nostra cultura proprio perché mi sembra che ora più che mai stia toccando estremi notevoli.

In Bling Ring ciò che colpisce è la totale assenza di genitori e la forte crisi di valori che traspare. È davvero così? I giovani d’oggi sono così?

La storia che avete visto nel mio film parla anche di questo. La cosa che accomuna proprio questo gruppo di ragazzi è l’assenza dei genitori nella loro vita, nella loro educazione. Non volevo fare una generalizzazione della gioventù, degli adolescenti: molti altri hanno infatti famiglie che li sostengono e trasmettono loro i valori in cui credono.

Sofia Coppola si è poi soffermata a parlare della differenza tra le protagoniste del suo Il Giardino delle Vergini Suicide e quelle di Bling Ring, due mondi opposti ed estremi. Nel primo caso erano innocenti mentre in questo caso non lo sono affatto: il suo interesse era proprio raccontare ciò che sta succedendo nella società contemporanea e nella cultura pop. Cosa succederà in futuro? “In realtà sono anch’io molto curiosa essendo madre, per capire cosa succederà: questa cultura crescerà o si cambierà pagina? Sono davvero molto curiosa di scoprirlo” spiega la regista.

Studiando da vicino questa generazione e questo tipo di ragazzi in particolare, sei riuscita a comprendere l’origine di tali disagi e del crollo dei valori?

In ogni generazione di adolescenti si è sempre parlato di crisi dei valori, del loro disagio: è un tema che non sono stato di certo la prima a toccare. In questo film in particolare ho voluto focalizzarmi sugli estremi, sull’ossessione per la celebrità, sull’ansia di condividere tutto con tutti in tempo reale. Non si può negare che la cultura pop e il culto delle celebrità occupi una parte importante della cultura pop, ed ero ansiosa di scoprire il parere del pubblico su tutto questo.

La Coppola ha raccontato inoltre un gustoso aneddoto: ha cercato ancor prima delle riprese di trasformare i cinque attori in un saldo gruppo, facendo in modo che i ragazzi passassero molto tempo insieme per creare un vero affiatamento tra amici. Hanno fatto diverse cose, tra cui provare ad entrare senza essere scoperti in una vera villa di Los Angeles! Ovviamente era di un amico della regista (in ogni caso non preallertato) e i giovani protagonisti si sono divertiti molto.

The Bling Ring - Foto del Film

Che tipo di collaborazione c’è stata con le celebrità coinvolte nelle rapine del Bling Ring?

Non abbiamo avuto contatto con nessuna delle star vittime dei furti tranne Paris Hilton, che ha collaborato per il film. L’ho fatto per mantenere il punto di vista dei ragazzi raccontando il film con i loro occhi, per mantenere lo stesso distacco che avevano loro stessi. 

Ma è così facile entrare nelle ville dei vip come si vede nel film? La regista spiega che è un mood molto specifico per chi vive in alcuni quartieri di Los Angeles: sono come delle comunità felici, dove chi ci vive si sente protetto. Già a New York le cose sono completamente diverse, e in ogni caso “Paris Hilton non lascia più la chiave sotto lo zerbino!” racconta la Coppola, considerando che la banda è entrata tranquillamente sei volte nella sua lussuosa abitazione prima che la star se ne accorgesse.

Se non si è adolescenti è difficile provare empatia per i protagonisti, perché rappresentano qualcosa di completamente distante. Questo aspetto è voluto?

Volevo che il pubblico seguisse la loro storia, ma che allo stesso tempo mantenesse un certo distacco emotivo, che non sviluppasse un senso di intimità. Anche tra di loro questi ragazzi non è che fossero particolarmente amici: erano legati dall’ossessione per le celebrità, per gli oggetti che sono di proprietà delle star. 

Come ti sei documentata per studiare il mondo degli adolescenti d’oggi, in particolare per quei modelli di comportamento?Sofia Coppola presenta Bling Ring a Roma - Foto 1

Ho parlato molto con la giornalista di Variety che ha raccontato per prima questa folle vicenda (“The Suspects Wore Louboutins” di Nancy Jo Sales). La figlia di una mia carissima amica mi ha aiutato per quanto riguarda lo slang, e i dialoghi, in modo che fossero il più accurati possibili. Ho letto poi tutte le trascrizioni della giornalista e della polizia dopo l’arresto dei ragazzi, e ho anche incontrato alcuni di loro.

Tanti, tantissimi i marchi di alta moda che si vedono nella pellicola proprio per garantire autenticità. Non si è trattato però di product placement, perché non è stato ricevuto denaro proprio a causa della “luce negativa” attorno ai prodotti stessi. È stato un semplice scambio visibilità-prestito, ha spiegato la Coppola aggiungendo che il suo rapporto con la moda è stato influenzato dalla lavorazione della pellicola “Ho passato giornate circondata da questi prodotti, e ho avuto un’overdose da brand. E ho ancor meno ossessione per i brand...”

Un aspetto importante che la regista ci ha tenuto a sottolineare è che ha cercato di non trasformarli in eroi positivi, in celebrità a loro volta per evitare di trasformarli in nuovi idoli per i teenager. I nomi dei protagonisti sono stati quindi cambiati, per questioni legali e mantenere un certo grado di libertà sulla storia, ma anche proprio per evitare che loro stessi traessero vantaggio da questo film. “Credo che il punto di vista del film sia chiaro, e il finale è da film dell’horror, con una musica che cerca di eliminare qualsiasi potenziale aspetto positivo nella vicenda. Io l’ho espresso chiaramente di non voler stare dalla loro parte, ma come in qualsiasi cosa è chiaro che può essere letta in un altro modo” ha aggiunto Sofia Coppola.

I veri protagonisti hanno visto il film? Che reazioni hanno avuto?

Io so che il ragazzo l’ha visto, e sia per la recitazione che per la storia ha detto che ricalcavano perfettamente la realtà. Lui è l’unico che ho incontrato poco prima dell’inizio delle riprese, per qualche domanda e curiosità, ma non ho voluto essere coinvolta e troppo vicina alla storia vera perché non volevo esserne influenzata.

Il problema di questo tipo di adolescenti è circoscritto solo agli Stati Uniti? A quanto pare no, perché il fenomeno dell’ossessione per le celebrity e i marchi, grazie alla globalizzazione e alla velocità permessa da internet, ha una portata totale e globale.

Quale sarà il prossimo film di Sofia Coppola? A sorpresa la regista rivela di non essere al lavoro su alcun progetto in questo momento: si sta prendendo una pausa per stare con la sua famiglia e i suoi figli, e scopriremo solo nei prossimi mesi quale sarà la prossima pellicola della talentuosa figlia d’arte.

The Bling Ring - Foto del Film

Bling Ring, scritto dalla Coppola insieme al fratello Roman, sarà distribuito in Italia da Lucky Red il 26 settembre.

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