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Monsters University – Incontro con il regista Dan Scanlon e Kori Rae della Pixar!

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Monsters University - Il nostro incontro con il regista Dan Scanlon e la produttrice Kori Rae - Foto 2

Il gioiello animato targato del 2013 si intitola , e per la prima volta lo studio che ha creato indimenticabili pellicole come Alla Ricerca di Nemo, Ratatouille e Toy Story si cimenta con un prequel.

Il capolavoro di partenza è Monsters & Co, una delle pellicole più amate e primo successo planetario per lo studio. I realizzatori hanno provato a domandarsi: ma Mike e Sulley come e dove si sono conosciuti? Sono sempre stati grandi amici?

Le risposte le potrete avere solo dal 21 agosto, data di uscita del cartoon, ma noi possiamo regalarvi nuovi dettagli sul film grazie al nostro incontro con il regista  e la produttrice Kori Rae, venuti a parlarci proprio di Monsters University a Roma.

Realizzare un prequel quali difficoltà comporta? È stata la vostra prima volta, quali erano le vostre perplessità di partenza?

Kori Rae: Quando abbiamo avuto l’idea tornare indietro nel tempo, di tuffarci per scoprire il rapporto di amicizia tra Mike e Sulley, ci siamo resi conto che si trattava di una grande sfida, perché tornare indietro nel tempo significa che il pubblico sa già come andrà a finire la storia. La grande sfida è quella dell’imprevedibilità. Noi abbiamo cercato di farlo costante, abbiamo cercato di riempire il film di molte informazioni, di colpi di scena. Avendo già presente quale sarà il finale, è stato importante fornire nuove informazioni, che risultassero utili in modo far capire come si è arrivati a quel punto. Lui finirà con il fallire come spaventatore, ma scopriamo che questo sogno per lui significava tutto, la sua intera vita. La cosa più importante è averlo ben presente.

Come avete deciso di entrare nel mondo dell’animazione?

KR: Io sono entrata alla Pixar circa 20 anni fa come assistente. Mi sono subito resa conto che era il mondo in cui volevo stare, uno studios incredibile. Alla fine ho scalato le varie posizioni, ho fatto carriera, ed eccomi qua.

Dan Scanlon: Io sin da ragazzino ho sempre amato disegnare. Realizzavo piccoli filmini animati, e poi ho studiato arte e illustrazione al college. Dopo la laurea sono andato a lavorare per una piccola società d’animazione, ed infine sono arrivato alla Pixar. Era il 2001 e ho iniziato dal reparto elaborazione storie: l’anno successo arrivò Monsters&co, e poi ho continuato a lavorare lì con Cars, Toy  Story 3. Infine mi è stata offerta la possibilità dirigere, e sono qui!

Monsters University - Il nostro incontro con il regista Dan Scanlon e la produttrice Kori Rae - Foto 1

Quando avete cominciato la progettazione, quali erano i punti cardini che volevate mantenere, e quale lo sguardo fresco?

DS: Ovviamente da Monsters & Co. la tecnologia è cambiata moltissimo. Abbiamo sfruttato le opportunità messe a disposizione dalle nuove tecnologie, in modo da rendrerlo il più ricco possibile, in particolar modo di personaggi. Allo stesso tempo non volevamo allontanarci troppo dal primo capitolo, non volevamo perdere il senso di familiarità. Abbiamo creato personaggi che fossero in una forma ingannevolmente semplice, così come i colori, proprio per non perdere familiarità.

Il primo capitolo dava un senso di compiutezza con un finale sorprendente. Come avete individuato il tema del prequel, scegliendo di puntare sull’università? C’erano altre ipotesi inizialmente?

DS: Quando ci siamo incontrati per la prima volta neanche sapevamo se ci sarebbe stato un film. Sono state buttate lì alcune idee per un sequel, niente di entusiasmante e subito abbandonate. Quando siamo andati avanti ci siamo concentrati su un punto in particolare: esplorare il rapporto di amicizia tra i due protagonisti. L’idea è stata di tornare indietro, in modo da vedere, studiare e analizzare il momento in cui si sono incontrati, e quando è nata la loro amicizia. Questo ci ha consentito di andare ad esplorare la vita da college, la vita mike prima di Monsters & Co, e cosa succede quando quello a cui miri tanto non si realizza. Andare a sbattere contro un muro può portarti a qualcosa di meglio.

Sono presenti decine e decine di mostri nel cartoon. Quale il più difficile da realizzare e quale il più divertente?

KR: Il più complicato è stato sicuramente il Rettore Tritamarmo, perché volevamo essere sicuri che fosse la miglior spaventatrice del suo tempo. Doveva essere credibile su ogni fronte, e dal punto di vista della progettazione ha creato le maggiori difficoltà.

Monsters University - Badge universitari - Foto 2

DS: Art è certam il più divertente. Ti fa pensare alle persone strane, particolari, quelle che non seguono molto la logica. Questo è stato molto divertente. Pensate che si era creata una garta tra i vari disegnatori a chi riusciva a fargli fare le cose più strane.

Qual è il processo completo per dare il via libera ad un film in Pixar? Per esempio cosa è successo a Newt?

KR: Alla pixar un progetto deve seguire un lungo processo. Il regista e il produttore presentano l’idea a Lasseter, se ne parla insieme. Se l’idea si ritiene che vada la pena essere esplorata, prima si fa il trattamento, poi ci si rincontra. Insomma si procede per gradini, e ogni volta si cerca di capire se il film vale la pena, se è sufficientemente buono, e soprattutto se è il momento giusto per realizzare il film. Per Newt purtroppo non era il momento giusto, ma non è detto che non ci si possa tornare.

In questo secondo film molti mostri sembrano ricordare i Muppet. Riferimento voluto o involontario?

KR: la somiglianza non è intenzionale, ma conseguenza del fatto che abbiamo cercato di realizzare mostri che facessero paura, ma non troppo. Mostri che avessero un aspetto amichevole, con colori molto accesi. (regista di Up!) diceva sempre che i bambini quando disegnano i mostri, lo fanno con colori molto accesi.

Per ricreare l’atmosfera del college avete visto e vi siete ispirati ad alcuni classici del genere, oppure alle vostre esperienze personali?

DS: Abbiamo guardato tutta una serie di film ambientati al college, e la cosa che abbiamo notato è che tutti ereno ambientati negli anni ’80. Abbiamo certamente attinto anche dalle nostre esperienze personali, in particolare per il personaggio di Mike. All’inizio quando arriva al college è intimidito, stravolto, e prende coscienza che la vita e il suo sogno forse sono più difficili del previsto. Qualcosa che abbiamo sperimentato tutti.

La Pixar a livello tecnico ci ha sempre abituati ad un’eccellenza senza precedenti. Con Monsters University non delude, e in particolare sembra essersi evoluta ancor di più dal punto della fotografia, delle luci, dell’ambientazione meteo. Su quali punti avete focalizzato?

KR: In questo film la tecnologia è stata molto importante, e un ruolo essenziale infatti lo ha proprio l’illuminazione. Abbiamo creato un nuovo strumento, che ci consente di fornire tutta la ricchezza possibile, di sfruttare vari tipi di luce, ombre, sui personaggi e sugli ambienti. Il regista e il direttore della fotografia hanno sempre collaborato attivamente su questo punto: volevano che la luce aiutasse a raccontare la storia.

DS: Sono cose che non tutti notano subito, ma il pubblico percepisce, lo avverte anche solo a livello inconscio. Un’altra cosa importante è stata realizzare un film ricco di personaggi: dovevamo popolare l’università di tanti, tantissimi personaggi diversi. Per questo abbiamo dovuto creare tutta una serie di strumenti che rendessero questo compito il più economico ed efficiente possibile.

Monsters University - Il nostro incontro con il regista Dan Scanlon e la produttrice Kori Rae - Foto 1

 

Fonte: ScreenWEEK

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