La critica – Oblivion « La Critica « Rassegna Stampa « cineMania

La critica – Oblivion

VN:F [1.9.7_1111]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)

Autore: Paolo D’Agostini – Testata: la Repubblica
Intanto chi è Joseph Kosinski (classe 1974) che firma come regista Oblivion? Ha fatto studi di architettura, ingegneria e design, si è appassionato e specializzato in computer grafica, ha seguito a Los Angeles e qui utilizzato le proprie competenze realizzando spot commerciali per grandi marchi dell’elettronica ma non solo, nel 2005 ha scritto e disegnato la graphic novel dalla quale è stato poi tratto il film omonimo che ora vediamo al cinema, nel 2010 si era già cimentato con la regia cinematografica realizzando il sequel di Tron (Tron Legacy, di cui si annuncia un ulteriore capitolo diretto sempre da lui). Gli scenari e i sentimenti messi in campo da Oblivion, in particolare attraverso il personaggio principale dell’astronauta privato di memoria Jack Harper affidato al come sempre statico e imbronciato , non rappresentano esattamente una visione e un immaginario inediti nel ramo delle storie fantascientifico catastrofiche. Vista dal 2077 la Terra è ridotta a un deserto di rottami radioattivi, eredità di una pluridecennale guerra devastatrice e definitiva, tra i quali spiccano il fantasma dell’ e di altri luoghi simbolo di quella che fu la capitale del mondo civilizzato. Il già formidabile astronauta Jack Harper vive in apparente perfetta armonia con una compagna, Vika, sulla cima di una stazione spaziale sperduta nella galassia e i due si dividono i compiti. Jack ha quello di effettuare quotidiane incursioni sulla Terra come tecnico riparatore dei droni che la residua e invisibile civiltà terrestre evacuata gli affianca nelle sue missioni – missioni che hanno lo scopo di recuperare il recuperabile – e che misteriosi presunti cattivi sistematicamente attaccano e danneggiano. Vika ha il compito di sua navigatrice e protettrice dalla base, in costante videocontatto con un’entità centrale che ha il volto di un’altra donna, Sally. La loro missione, il loro compito, dovrebbe essere ormai alle battute finali. Vika è impaziente del trasferimento che, una volta finito il lavoro, li attende verso il centro della neociviltà ex terrestre. Gli elementi che scuotono questo trantran di quasi subito dubbia serenità sono due, e la loro scoperta corre parallela. Primo: quasi da subito alcuni enigmatici flash ci suggeriscono che su ciò che vediamo e che non la conta giusta pesa l’eredità di un passato la cui memoria si è voluta cancellare (in particolare: Jack non sa e non ricorda più niente di chi è e chi è stato) e per ragioni sospette. Secondo: ci sarà molto da scoprire a proposito di buoni e di cattivi (in particolare a proposito di di cui facciamo l’ingannevole conoscenza sotto poco raccomandabili sembianze). Molto scatenante sarà per Jack, nel corso di una delle sue missioni terrestri, il ritrovamento del corpo ibernato di una giovane donna, Julia. Scatenante che cosa? La riscoperta del ricordo, dei sentimenti, dell’onore, della nostalgia. Insomma siamo alle solite: un uomo solo, con la sua debolezza e il suo coraggio, è destinato a salvare il mondo da asettici e perversi disegni di nuovo ordine globale. A parte la schiacciante ricchezza di mezzi dispiegati (ma, come nel kubrickiano 2001 Odissea nello spazio, la presenza umana è ridotta all’osso) che induce ovvia ammirazione, era difficile aggiungere qualcosa ai grandi modelli degli ultimi decenni. Blade Runner tanto per dirne uno imprescindibile.

Autore: Paolo Mereghetti – Testata: Il corriere della sera
(…) Oblivion assomiglia molto a un concentrato di tutte le possibili paure e suggestioni sul nostro apocalittico futuro, affastellate senza un vero «gusto» delle proporzioni e dell’insieme (…) Oblivion di Joseph Kosinski squinterna allo spettatore un repertorio fin sovrabbondante di idee, allusioni e citazioni (o forse di «plagi»…).

Autore: Justin Chang – Testata: Variety
Moderatamente intelligente e distopico con un impulso umano gratificante, nonostante alcuni sviluppi narrativi discutibili lungo la strada.

Autore: Alessandra Levantesi Kezich – Testata: La Stampa
Joseph Kosinski, il regista di Tron: Legacy, aveva scritto questa storia anni fa, ma solo quando Tom Cruise si è innamorato del progetto, il film è decollato. Attore preciso ed efficace, Cruise ha fatto scrivere la sceneggiatura a misura del suo talento di atleta e pilota, affrontando al solito in prima persona spericolate scene di volo, acrobatiche corse in motocicletta nei immensi, desertici paesaggi islandesi di cui il direttore di fotografia Claudio Miranda (La ) ha saputo mettere a bene frutto la cristallina luminosità; e dove si ergono i resti di quel che fu l’America – una parete di uno stadio di baseball, l’obelisco di Washington.

Autore: Fabio Ferzetti – Testata: Il Messaggero
Oblivion non farà data nella fantascienza, si può sempre apprezzare la cura smagliante della realizzazione. Dalla bravura degli attori all’inventiva dispiegata nel design di scenografie e tecnologie. In testa i veri “cattivi” del film, quegli inaffidabili e terrificanti droni assassini (argomento attualissimo negli Usa, e non solo). Senza dimenticare la strepitosa , che dall’inizio alla fine appare solo su un monitor in bianco e nero ma ruba la scena a tutti. Compreso Cruise.

Autore: Dario Zonta – Testata: l’Unità
Se anche la fantascienza non ha più immaginazione, allora siamo messi proprio male! Nel suo accedere molesto a tutto quello che è stato immaginato in materia d’apocalisse, Oblivion è il manifesto involontario di questa desertificazione, ultima e definitiva tappa dell’involuzione del post-moderno. (…) Oblivion ha prosciugato qualsiasi fonte legata alla tradizione letteraria e cinematografica della “fantascienza della fine”, lasciando lacerti spezzettati che sarà difficile ricomporre un “domani”, quando avremo bisogno di immaginare un’altra fine, sempre che si superi questa.

Autore: Maurizio Acerbi – Testata: il Giornale
Che guazzabuglio questo blockbuster fantascientifico (…) Trama da mal di testa, con colpi di scena spesso inspiegabili: Roba da patiti del genere, insomma. Impressionante la bella resa grafica, soprattutto in formato IMAX.

VN:F [1.9.7_1111]
Regia
Trama
Cast
Fotografia
Ritmo
Tensione
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)

Articoli correlati

Lascia un Commento

I miei Badges

Devi effettuare il login per vedere i premi vinti

Chi è Online

Al momento non ci sono utenti online

Polls


Vota il miglior film DRAMMATICO

Risultati

Loading ... Loading ...
aprile: 2013
L M M G V S D
« mar   mag »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930