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La critica – Gangster Squad

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Autore: Roberto Nepoti – Testata:
Di quale, antitetica, pasta siano fatti i due personaggi principali, il film lo fa capire nelle primissime scene. squarta un tizio, incatenato a due auto come nell’antichità s’incatenavano i condannati agli elefanti. Proveniente da Brooklyn, l’uomo è lo spietato padrino di (siamo nel 1949), dove controlla il traffico di droga, prostituzione e armi comprando il silenzio di politicanti e poliziotti. Nella sequenza successiva, invece, fa la sua comparsa il sergente John O’Mara, che salva una ragazza sgominando da solo cinque tirapiedi del boss. Non c’è dubbio: lui è un supereroe, anche se indossa giacca e cravatta vintage al posto del costume; e a lui toccherà formare una squadra di superagenti dalle identità segrete, per mettere fine alle nefandezze dell’aspirante imperatore del crimine. Reduci di guerra, i bravi poliziotti agiranno senza distintivo e senza mandato ufficiale, rovinando gli affari del boss. Il quale sarà coprotagonista, nell’epilogo, di un combattimento tra campioni rubato al repertorio epico-cavalleresco: O’Mara, che tiene sotto mira il disarmato Mickey, getta la pistola per affrontare il fellone a pugni nudi. Se si considera, poi, che è tratto da una storia vera, sarà difficile sottrarsi al confronto con The Untouchables di , con nella parte che fu di DeNiro-Al Capone e in quella di Costner. Anche qui, come là, si sente l’intento di costruire un personaggio di nemico pubblico davvero minaccioso. E se cambia il decennio, la brigata ufficiosa degli uomini di legge ha quasi lo stesso assortimento di tipologie umane: l’anziano veterano e il portoricano, quello con l’aspetto da impiegato; più, qui, un doppio del supereroe: il sergente Jerry Wooters, che ha una relazione con la pupa di Cohen e decide di unirsi alla squadra dopo che, in un regolamento di conti tra bande, ha perduto la vita il suo piccolo lustrascarpe (sic!) di riferimento. Hollywood continua a produrre almeno un film di gangster ad alto budget per stagione: l’anno scorso era Lawless, ora è la volta di una pellicola che lo ricorda parecchio nello stile. Contrariamente alla messa in scena classica di Brian DePalma (che pure cita per via diretta in un combattimento su uno scalone), il film di (Benvenuti a Zombieland) si lascia andare a deliri di manierismo, con frequenti rallenti, tipo bozzoli di pallottole che volteggiano nell’aria come ballerini. Non manca qualche bella sequenza stilizzata, vedi l’inseguimento di auto o la battaglia finale; certe scene sono montate molto bene. Tuttavia si sente che la preoccupazione dominante è ammannire allo spettatore una dose di ultra-violenza il più aggressiva possibile (oltre allo squartamento, non ci si fa mancare un¿esecuzione col trapano elettrico), ma anche rendendola “decorativa”, con i colori laccati dei locali e del quartiere cinese e con l’alternanza, fin troppo insistita, di accelerazioni e rallentamenti. Un film di gangster può anche limitarsi a voler essere divertente, nulla di male; però qui il soggetto occupa lo spazio di una paginetta, i cliché sono usati pigramente, i dialoghi (specie nella seconda parte) sono da serie B. Così anche l’impegno di , che si sforza di dare uno spessore al suo personaggio di cattivo integrale, può far poco per appassionarci davvero alla vicenda che stiamo seguendo.

Autore: Massimo Bertarelli – Testata: il Giornale
Frenetico ambizioso poliziesco.(..) Sean Penn, nel peggior ruolo della carriera, è un’oscena caricatura del cattivo. è il cinico sbirro, pronto a singhiozzare sul corpo del Gavroche di turno.

Autore: Francesco Alò – Testata: Il Messaggero
(..) Per il cast che ha, è un’occasione sprecata. Ma grazie al cast è sostenibile. A volte anche Hollywood (il film è stato montato e rimontato più volte) va nel pallone.

Autore: Alessandra Levantesi Kezich – Testata:
(..) Film che più che al filone Hard-boiled si ispira al fumetto, sia nel gusto dell’ambientazione retrò (siamo nel 1949) sia nella dinamica del racconto e dei personaggi. (..) Un “comic” realizzato con un bel cast e buoni valori produttivi – Gangster Squad può essere uno spettacolo divertente.

Autore: A.O. Scott – Testata: New York Times
“Gangster Squad” sarebbe stato più divertente come film d’animazione, con animali fantastici nei ruoli principali.

Autore: Maurizio Porro – Testata: Il corriere della sera
(..) Il film è un’esercitazione d’action mossa e divertente, quasi didascalica, pur su materia nota: con ritmo e un’elegante violenza (il primo è un corpo squartato da due auto). La morale è che gli sbirri sono in vendita o che si abbattono e che Bene e Male sono avvinti per battere l’ex pugile che controlla ogni malaffare e dice di essere il Nuovo.(..)

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