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Ralph Spaccatutto: per un pugno di pixel

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di Daniele Cassandro e Riccardo Meggiato

Prima ancora di cominciare a leggere qui, corri sul sito disney.go.com/wreck-it-ralph, clicca su “Games” e mettiti a giocare a Fix-It Felix. Non è il solito giochino flash che imita un vecchio arcade dei primi anni ’80. O, meglio, lo è ma è anche la miglior porta di ingresso nell’universo di , il nuovo lungometraggio in . Un cattivone sta distruggendo un palazzo e il carpentiere Felix ha l’ingrato compito di riparare tutte le finestre. Una partita a Fix-It Felix è il modo migliore per immergersi nella poetica, rigorosamente in 8 bit, di , un film che rende omaggio (a tratti in maniera commovente) ai videogiochi dell’epoca d’oro degli arcade a gettone.

Il protagonista del film non è l’intrepido Felix, ma l’energumeno cattivo che si chiama appunto Ralph e che ha deciso di cambiare vita e diventare un eroe. La parte più interessante del film, al di là della storia, è la cura certosina con cui i personaggi di notissimi giochi vintage sono stati “disneyzzati”. Il procedimento è analogo a quello di Robert Zemeckis in Chi ha incastrato Roger Rabbit, che nel 1988 integrò nel suo film un buon numero di personaggi dei cartoni d’epoca, ciascuno con la sua licenza e il suo disegno, risalenti magari agli anni ’20 o ’30. Il fascino di Clyde (il fantasmino arancione di Pac-Man) è che, pur essendo un mucchietto di pixel, ha una sua spiccata personalità. Un po’ è il disegno, per quanto rudimentale, e un po’ è il modo buffo in cui si muove. Come rendere questo non so che in un film ultra-moderno, per giunta in 3D? , il regista (anche dei Simpsons e di Futurama) ha coinvolto le software house che hanno saputo creare, più di trent’anni fa, quella magia.

Namco, Nintendo e Sega, dunque, si sono prestate a fare una sorta di controllo qualità sulla reinvenzione in 3D di una ventina dei loro antichi personaggi. I vari Frogger, Q*bert e Dig Dug sono stati inseriti nella sceneggiatura in base alla loro simpatia o al loro ruolo possibile nella storia, indipendentemente dalle licenze e dai copyright. Quello di avere i permessi per tutti è stato un lungo e faticoso lavoro a posteriori.
« Prima di mostrare alla Nintendo le scene di Bowser (il drago-tartaruga della saga di Super Mario)», ha raccontato Moore a Wired Us, « avevo la sensazione che non somigliasse affatto al personaggio originale del gioco». Grazie alle “note di regia” dell’azienda giapponese, Moore è riuscito a creare un compromesso tra l’estetica old school dei giochi di metà anni ’80 e il dettagliatissimo mondo in 3D disneyano.

Il film, però, non è nato come una celebrazione del videogioco rétro. Con il titolo provvisorio di High Score era nei cassetti della Disney fin dalla fine degli anni ’80. Il momento giusto per realizzarlo è arrivato ora: tra il revival della musica 8 bit, la musealizzazione del videogioco e il successo di romanzi come Player One di Ernest Cline, il mondo è pronto per fantasticare di nuovo su mucchi di pixel colorati che si inseguono sfarfallanti in uno schermo. Ultima chicca: non andare via prima di avere ascoltato Sugar Rush, la canzone dei titoli di coda che, invece di essere stata affidata ai soliti Skrillex e Rihanna (presenti qua e là nel film), è un inedito cantato dalla girlband giapponese AKB48 che ha una lineup di ben 67 membri. Più Otaku di così…

Nel corso della ViewFest di Torino, ci capita poi di beccare quel gran pezzo di genio di Gary Rydstrom. Hai presente gli effetti sonori di Jurassic Park, Salvate il soldato Ryan e Minority Report, tanto per dire? Ecco, lui ne è il papà e ci racconta alcuni retroscena sonori di Ralph Spaccatutto

Ruolo

Sono il sound designer del film, cioè ho creato gli effetti sonori che ascolterete in tutti i mondi presenti, tratti da videogame ideati per l’occasione. Sono molto orgoglioso degli effetti di Felix Aggiustatutto (una sezione del film n.d.r), che sembrano provenire dai vecchi, gloriosi, videogiochi a 8 bit.

Difficoltà

Mi sono dovuto immaginare come i personaggi del film e le loro azioni si sarebbero sentiti, dal punto di vista sonoro, all’interno di un videogioco. Ho lavorato molto per creare suoni tipici dei videogiochi nei quali è ambientato il film, cercando di farli assomigliare ai classici effetti che tutti ricordiamo con affetto. È stato difficile e ho imparato a rispettare ancora di più chi creò quegli effetti negli anni ’80!

Strumenti

Ho realizzato molti dei suoni per questo particolare film usando vecchi sintetizzatori degli anni ’80, e un Synclavier, che è uno strumento musicale elettronico (un po’ sintetizzatore, un po’ campionatore n.d.r.) che ho usato per anni. In altre parole, i miei strumenti principali arrivano dagli anni ’80! Ma per la rifinitura finale abbiamo usato Protools, e per il mixaggio una console digitale AMS-Neve DFC.

 Licenza Creative Commons
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