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Berlinale 2013 – A Single Shot con Sam Rockwell, la recensione

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Mai sottovalutare il peso delle leggerezze. A volte basta un piccolo errore per entrare in una spirale di tragedia capace di andare sempre più a fondo anche quando si pensa di aver toccato il limite. È su queste considerazioni che si basano molti dei noir firmati dai fratelli Coen ed è qui che si ferma anche A Single Shot, nuova opera del regista David M. Rosenthal che per l’occasione si è basato sull’omonimo libro di Matthew F. Jones. Un cacciatore amatoriale spara per errore ad una donna. Vuole nasconderne il cadavere, ma nel farlo diventa troppo curioso e, una volta scoperto dove vive, ruba una sospetta somma di denaro nascosta. Lui non è una cima, e subito comincia a spendere in giro attirando la curiosità della comunità montanara dove vive (British Columbia, Canada). Ci vuole poco affinché colui che è stato derubato si metta sulle sue tracce dando il via ad una delle più classiche situazioni di gatto e topo.

“A Single Shot” ha due aspetti molto positivi. Il primo è Sam Rockwell, un attore capace di fare bene qualsiasi ruolo gli venga offerto, sia che sia comico che drammatico o d’azione. E’ uno di quegli interpreti capaci di caricarsi sulle spalle un intero film e non lasciarlo mai andare sotto la sufficienza. Il secondo aspetto del film da apprezzare è la capacità del regista di lavorare sulle atmosfere: un po’ come accadeva con Un gelido inverno, fin dall’inizio si ha la sensazione che la terra sia inospitale tanto quanto la gente che ci vive e che i problemi possono nascere da un momento e l’altro in qualsiasi luogo ci si trovi. Di cattivo, e pesa molto sul giudizio finale, ci sono però i personaggi, davvero troppo macchietta per risultare credbili (c’è l’ingenuo ambizioso, il cattivo che fa minacce al telefono, la moglie egoista che vuole il divorzio e basta, ecc) La storia sa di déjà-vu fin dai primi minuti e non si risollevva mai durante il corso della pellicola, quasi autocompiaciuta di avere eseguito bene il proprio compitino, sprecando di fattoun cast che, oltre a Rockwell, vede Jeffrey Wright, William H. Macy, Kelly Reilly e Jason Isaacs.

ScreenWEEK è a Berlino per partecipare alla 63esima edizione del Festival. Seguiteci per tutte le novità e le recensioni dalla capitale tedesca.

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Regia
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