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Mark Wahlberg a Roma per Broken City

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La tua carriera si sta espandendo, e dopo Ted arriva , due film molto diversi. Quanto ti divertono questi ruoli da eroe riluttante, e quanto invece quelli da commedia?

In realtà mi piace fare le cose più diverse, le più svariate. Abbiamo girato Broken City immediatamente dopo Ted, questo film dove un ragazzo vive con un orsacchiotto. Ero spaventato da quello che questo film avrebbe scatenato, e quindi ho accettato di tornare in uno di quei ruoli in cui mi sento più a mio agio. Questo è uno dei film con i quali sono cresciuto, che guardavo insieme a mio padre come Chinatown, Serpico. Questo tipo di materiale mi piace moltissimo, e film di questo genere non ne fanno praticamente più. Quindi mi piace variare, mi piace pormi delle sfide. 

Con Arnold Schwarzenegger si parlava del fatto che attori come lui sembrano non avere eredi. Io credo che tu possa essere uno degli eredi, che ne pensi? Quando ti vedremo invece in un ruolo da villain vero?

Non so se sia un complimento o meno, comunque grazie. Io mi auguro di avere una carriera lunga, anche se non penso mi andrò ad avventurare nel campo politico per poi tornare indietro [come Schwarzy]. Quando ho iniziato la mia carriera avevo cominciato con ruoli da cattivo, come in Paura. Mi avevano relegato solo in quella categoria, ma fortunatamente è arrivato Boogie Night, e ho avuto la possibilità di interpretare questo personaggio innocente, vulnerabile e piacevole. Quando ho letto la sceneggiatura di Broken City, il ruolo che aveva attirato la mia attenzione era però quello del Sindaco, non quello che ho interpretato.

La sceneggiatura di Broken City è stata per molto tempo nella Black List [la lista delle migliori sceneggiature non ancora prodotte]. Qual è stata la tua prima impressione leggendola e quali sono le Broken Cities negli Stati Uniti?

Praticamente tutte le città sono delle Broken City, e hanno dei problemi, come la corruzione e altri di vario genere. Come Stockton in California, che è una delle peggiori in assoluto. Il sindaco non è che sia una persona corrotta, ma la città ha davvero dei grossi problemi. Anche Chicago, e altre grosse città hanno problemi. Quello che però mi ha attirato veramente della sceneggiatura è che l’ho trovata interessaste, e mi ha permesso di capire perché i grossi studios non vogliono più realizzare film di questo genere. Dopo aver fatto Fighter sapevo che avrei potuto spingere gli studios per realizzare questo film, ma ho preferito seguire un altro percorso ed ingaggiare prima Allen Hughes e realizzarlo in modo indipendente per poi lasciare agli studios solo la distribuzione. Il controllo creativo è rimasto nelle nostre mani. Gli studios questo tipo di film non li vogliono realizzare, e volevo evitare che fossero loro a rimaneggiare il finale, aggiungere elementi del film per potessero aumentare gli incassi al botteghino. Sono rimasto fedele alla sceneggiatura, e c’è costato dal punto di vista economico e personale. Tanti hanno lavorato con paga minima, ma i grandi attori e i talenti sono stati attirati dalla sceneggiatura ben scritta.

Parlando di produzioni indipendenti, tu sei anche produttore di serie tv. C’è davvero maggiore libertà in quel campo o è solo una sensazione?

Sì è vero, ma non c’è sempre questa libertà, dipende da dove lavori in tv. La HBO è il luogo dove ti consentono di essere il più creativo possibile, però poi se ti serve una guida sono pronti ad indirizzarti. Questo è molto diverso rispetto a quello che accade nei grandi studios, perché li vogliono interferire, si fanno guidare dai sondaggi, dalle potenzialità di realizzare un sequel. Noi volevamo essere lasciati in pace, indipendenti al 100%. L’esperienza televisiva mi ha insegnato a fare tutto con meno soldi, mi è servito molto. Attenzione perché ci sono altre reti che invece vogliono avere voce in capitolo su tutto.

Cerchi sempre di tornare all’eroe metropolitano tradito che deve recuperare la propria dignità e l’onore. Perché le piace questo tipo di personaggio?

Questi personaggi mi piacciono moltissimo, sono quelli in cui mi identifico e per i quali faccio il tifo. Però i prossimi film che ho in uscita sono tutti molto diversi tra loro. Interpreto un body builder pazzo in Pain & Gain di Michael Bay, sono un comico pazzo cowboy in 2 Guns con Denzel Washington, mentre ho lavorato alla vera storia di , la peggior tragedia che si è verificato all’interno dei Seals. Quindi mi piacciono questo tipo di personaggi, ma ne faccio anche tanti altri.

Com’è stata l’interazione con gli altri attori sul set? Come avete lavorato?

Sicuramente non è facile con attori di questo calibro, che hanno opinioni molto forti sulla sceneggiatura. È comunque andato tutto bene e abbiamo fatto una buona esperienza collettiva. Per esempio io e Russell siamo andati molto d’accordo perché ci siamo entrambi messi a disposizione del film. Russell è stato perfetto per interpretare il sindaco, perché ci voleva una persona con un forte carisma. La prima scena girata insieme è quella dello scontro tra di noi, una scena nemmeno provata e nella quale ci siamo tuffati, letteralmente immersi. La cosa bella e interessante è che sebbene i nostri personaggi cerchino uno di superare l’altro, quesito non è successo invece come attori. È bello avere un attore preparato e impegnato come te, che si aspetta dagli altri lo stesso livello di impegno.

Tornando alla tv, c’è qualche tipo di progetto che ti convincerebbe a diventare protagonista di una serie?

In realtà non ci ho ancora pensato all’idea recitare in tv. Anche perché se dovessi farlo, lo farei al massimo per una stagione, non mi piace essere ripetitivo e cerco sempre ruoli differenti, di cambiare e fare cose diverse. Se però dovesse capitare un ottimo ruolo che mi interessa, al momento giusto, non disdegnerei. Il mio ruolo perfetto è però già stato interpretato da Steve Buscemi in Boardwalk Empire!

Il cinema d’azione è cambiato molto negli ultimi 30 anni, perché è cambiata la società, è cambiata l’America. Dove sta andando?

I film d’azione per me sono puro ed assoluto intrattenimento. Il cinema è cambiato e continuerà a cambiare, così come è successo per la televisione. Io credo si riuscirà a trovare delle fonti di ispirazioni e storie che possano essere interessanti da raccontare, fonti sii di intrattenimento, ma anche educative. Attualmente il mondo del cinema è in una posizione un po’ strana. Spero possa diventare più come la tv… con storie sempre più interessanti da raccontare.

Quanto la preoccupa la pirateria come produttore, sia per il cinema che per gli show tv?

È un problema davvero grosso. Sta influenzando la situazione, ad Hollywood già piangono miseria, e molti soldi sono stati persi in particolare nel mercato home video. Ci si augura che la situazione possa cambiare, passati ad esempio dai dvd ai download legali digitali. Non sono riuscito nemmeno a farmi dare un dvd di Ted prima della sua uscita per farlo vedere a mia madre, perché erano terrorizzati che potesse metterlo in rete!

Quanto è alto il prezzo da pagare per una star del suo calibro in termini di vita privata?

Il più grosso sacrificio per quanto mi riguarda è trascorrere tempo lontano dalla mia famiglia. La vita privata è abbastanza privata, anche perché sono sposato con una donna che non fa parte del mondo del cinema e non facciamo notizia. Ho una vita noiosa! Dovessi però fare un figlio con la tata o la domestica…

Sappiamo che agli Oscar ci sarà la reunion tra te e Ted?

Realizzeremo Ted 2, che è il mio primo sequel. Agli Oscar ci sarà da vedere con , perché nessuno è al riparo con Seth e Ted dall’essere ridicolizzato, e ci sarà la possibilità di insulti, attacchi, e vedremo cosa succede. Siamo pronti a tutto.

L’anno scorso hai fatto dei pronostici agli Oscar, per chi tifi quest’anno? Hai visto Silver Linings Playbook?

Non l’ho ancora visto Silver Linings Playbook, penso che quest’anno vincerà Argo. Ben Affleck se lo merita: il fatto che non sia stato nominato come regista, ha fatto sì che intorno a lui ci fosse molto affetto. Sicuramente vincerà lui, e se lo merita. È davvero una vergogna che non abbia ricevuto la candidatura, ha fatto un grandissimo lavoro.

Ci puoi dire qualcosa su Transformers 4, di cui sarai protagonista?

Ho avuto un’ottima esperienza nel lavorare con Michael Bay in Pain&Gain, che è un film piccolo costato solamente 25 milioni di dollari. Lui poi mi ha detto “Vedremo di farne un altro…magari un po’ più grande” ed eccomi in Transformers 4. Io sono molto esaltato all’idea, e per la prima volta lo sono molto anche i miei figli: non vedono l’ora che vada sul set, vorrebbero esserci anche loro! Tra l’altro cominciamo le riprese tra poco, nel mese di aprile.

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