Lucca Comics 2012: Berserk – L’Epoca D’Oro I: L’uovo del Re conquistatore – La recensione « Recensioni (Rassegna) « cineMania

Lucca Comics 2012: Berserk – L’Epoca D’Oro I: L’uovo del Re conquistatore – La recensione

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La storia di Berserk, per la precisione l’arco dell’età d’oro, era già stata trasposta in una serie animata nel 1997 dall’Oriental Light and Magic. Questa parte del manga di Kentaro Miura, rimane l’arco più bello dell’intera storia del cavaliere nero, grazie al lavoro di caratterizzazione dei personaggi. Non sorprende quindi la decisione dello Studio 4°C di rinarrare questa storia in una trilogia filmica diretta da Toshiyuki Kubooka, alla sua prima esperienza come regista di un lungometraggio animato.
Berserk – L’Epoca D’Oro I: L’uovo del Re conquistatore ricopre la storia del manga dalla metà del quarto volumetto alla metà del sesto, e racconta la storia del mercenario Guts, un uomo che ha sempre vissuto passando da una battaglia all’altra, affidandosi solamente sulla sua forza e sulla sua spada, fino a quando incontra Griffith, il comandante della Squadra dei Falchi, un gruppo di mercenari temuto da qualsiasi nemico in battaglia. Da quel momento in poi Guts diventa il braccio destro di Griffith, provocando le gelosie di Casca, che non riesce ad accettare l’influenza dell’uomo sul suo amato comandante. Col proseguo delle battaglie i Falchi e Griffith cominciano a salire la scala sociale, provocando le ire dei nobili e degli ecclesiastici, e diventando il bersaglio degli intrighi di corte.
La pellicola si affida sullo sviluppo del rapporto tra i due protagonisti, Guts e Griffith, gli unici due personaggi che lo sceneggiatore Ichiro Okouchi sviluppa appieno. Attraverso le loro azioni ci spiega, a diversi livelli, i loro obiettivi e i loro desideri. Il personaggio di Charlotte è stato ben delineato e assume un ruolo più centrale in questo film, in quanto pedina sotto le mani di Griffith per raggiungere il suo scopo, mentre il personaggio di Casca non viene sfruttato a dovere. A differenza dei due protagonisti maschili, il suo personaggio viene presentato attraverso gli scontri verbali e più raramente attraverso quelli fisici, stabilendo il diverso piano su cui si trova rispetto a Guts e Griffith. La sua presenza è stata usata principalmente in contrapposizione a quella di Guts, ma non riesce ad emergere come dovrebbe, come personaggio, perché manca di profondità. Capiamo che prova dei sentimenti per Griffith e che è gelosa del suo rapporto con Guts, ma non ce ne viene spiegato il motivo. Il resto dei membri della squadra dei Falchi, è stato leggermente abbozzato, più spazio è stato dato invece ad altri personaggi, che sono serviti solamente come supporto narrativo, pensiamo a Bazooso, Zodd l’immortale e al Conte Julius. È necessario fare un piccolo appunto anche sul flashback avuto da Guts, mentre era incosciente. In quella breve sequenza di immagini, vengono mostrati alcuni punti centrali del suo passato, chiarissimi per chi conosce già la storia, moto meno per chi si avvicina a Berserk per la prima volta, tanto da chiederci perché Okouchi ha voluto inserire questa sequenza, e non l’ha voluta sfruttare per approfondire le sfaccettature di Guts.
Rispetto alla serie animata sono stati cambiati tutti i doppiatori, nel complesso, l’adattamento e il doppiaggio sono abbastanza buoni, tra questi emerge il lavoro di Riccardo Niseem Onorato che presta la voce a Griffith. La De Bortoli e Budroni, mancano della compostezza di Toa Yukinari e di Hiroaki Iwanaga, ma questo non dipende da loro ma dalla direzione del doppiaggio italiano.

Ed ora passiamo alla nota dolente del film, l’animazione. Da molto tempo non mi capitava di vedere un così cattivo uso della computer grafica, che distacca lo spettatore della storia, ogni volta che viene usata. Kubooka vuole servirsene per fare degli interessanti movimenti di macchina, tipici dei lungometraggi live action, specie durante le scene di battaglia, dando più ritmo al combattimento e alla sequenza in generale, ma non riesce ad amalgamare i due tipi di animazione, creando così un accozzaglia di stili. Notiamo inoltre che ogni volta che viene usata la CGI in 3D, le scene subiscono un brusco rallentamento, probabilmente è stato usato un diverso numero di frame al secondo (fps), provocando un ulteriore senso di disagio durante la visione. Possiamo inoltre capire la decisione di creare la maggior parte di soldati in CGI, ma almeno potevano usare l’accortezza di rendere le loro facce un po’ più varie, in alcuni momenti sembra di vedere un’armata di cloni, e di realizzarle in 2D, visto che sembrano distaccate dal resto del corpo. Discorso diverso invece per quanto riguarda le scene in cui vengono usati i primi piani e i piani americani, in questi casi l’animazione è semplicemente eccelsa. Lo studio 4°C è famoso per le sue sperimentazioni, ma in questo caso il risultato è troppo inconsistente, c’è da sperare che con i capitoli successivi, venga creato un prodotto più omogeneo.
La canzone di Susumu Hirasawa, Aria, usata nei titoli di testa, serve per impostare l’atmosfera medievale del film, supportata nel resto della pellicola dalle musiche di Shiro Sagisu che ha lavorato con la London Studio Orchestra per ricreare le atmosfere dark a cui c’eravamo già abituati nella serie animata di Berserk.
Purtroppo gli aspetti positivi della pellicola vengono troppo minati da quelli negativi, il film è certamente consigliato a chi ha già letto il manga, mentre può risultare un po’ difficile a chi si avvicina alla storia per la prima volta, visto che la narrazione è stata ridotta all’osso.
Berserk – L’Epoca D’Oro I: L’uovo del Re conquistatore è disponibile in Blu-ray e DVD editi da Yamato video. Il secondo film Berserk Golden Age Arc II: The Battle for Doldrey è uscito nei cinema giapponesi lo scorso giugno, mentre il terzo e ultimo capitolo Berserk Golden Age Arc III: Descent verrà distribuito nei cinema giapponesi dal gennaio del 2013.



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