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Ribelle – The Brave, la recensione in anteprima (II)

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Ribelle - The Brave Screencap dal film 29

Se ci fermassimo alla sinossi del film, il nuovo lungometraggio animato Disney Pixar in uscita il prossimo 5 Settembre Ribelle – The Brave potrebbe apparire come il tipico film con protagonista una “principessa”, uno degli archetipi più utilizzati e certamente cardinali nell’immaginario Disneyano a cui tutti siamo stati abituati in decenni di capolavori. Tuttavia questa volta le cose non stanno semplicemente così. Pixar, in fondo, è stata la ventata d’aria nuova che ha modernizzato (si potrebbe dire post-modernizzato) sia tecnicamente, sia immaginativamente lo stile di narrazione della casa di Topolino, uno dei simboli maggiori del modo di vedere la vita americano.

In questo universo narrativo un posto centrale è sicuramente occupato dalla principessa, la figura femminile per antonomasia. Che sia dolce e aggraziata, o più impacciata e comica, sempre la controparte di una principessa è facilmente riconoscibile in una figura maschile che la completa e realizza. In fondo il modello è sempre rimasto quello della Bella Addormentata nel Bosco, o Biancaneve: finita in disgrazia per la propria sventatezza o per il sortilegio di una nemesi, resta in attensa di una figura maschile che le svegli, salvi o sposi, ed il suo potere è comunque e sempre subordinato a quello dell’uomo. Merida, la principessa dall’indomabile chioma rossa che nel suo vestito da cerimonia proprio non ci vuole stare, ribalta completamente questo archetipo.

Ribelle - The Brave Screencap dal film 31

Merida tira con l’arco e combatte con il padre, è, in breve e forse banalizzando, un maschiaccio che non riesce a farsi contenere dalla, pur non rigida, etichetta che le è piovuta in testa dalla nascita: Merida è abbastanza coraggiosa da fare una scelta ed affermare la propria personalità fino in fondo. Non basta questo a renderla, però, diversa, ad esempio, da Ariel (La Sirenetta); quello che la distanzia nettamente da tutte le sue “sorelle” è l’assoluta mancanza di una figura maschile che, in fondo, ne debba conclusivamente avallare le scelte o normalizzare la posizione. Ancora in due parole, Merida non ha bisogno di un principe.

In tutto il film, in realtà, le figure maschili sono narrativamente assenti, e questo è, a mio parere, realmente interessante. Tutto il conflitto nasce dal rapporto con la madre ed è intorno alla risoluzione di questo conflitto che ruota tutta la vicenda. Il film a mio parere consegna forse per la prima volta in assoluto all’immaginario cinematografico d’animazione statunitense, e dunque all’immaginario infantile, una delle prime figure di donna a cui venga data una personalità pienamente attiva e consapevole. Muovendosi nel panorama uniforme delle “principesse Disney”, gli sceneggiatori ed il regista (Mark Andrews e Brenda Chapman), effettivamente disegnano un nuovo perimetro su cui abita una figura femminile che guadagna consapevolezza di se e rifiuta di normalizzarsi fino in fondo e non pregiudicando l’happy end.

Non basta, da questo punto di vista, fare leva sulla “mascolinità” di Merida, fra l’altro abbondantemente utilizzata in Mulan, piuttosto invece il fatto che la vicenda muova da quello che potremmo definire un’articolazione del complesso di Edipo molto vicina al Re Leone. Nell’attraversarlo Merida non perde mai i tratti della propria femminilità, anzi addirittura per contrasto, li perde proprio nel suo abito da principessa che nasconde gli incontenibili capelli rossi simbolo della sua femminilità. Non voglio svelare assolutamente nulla della trama del film, ma penso di non rovinare il divertimento a nessuno dicendo che Ribelle – The Brave è fortemente ancorato alle figure femminili e lascia tutte quelle maschili sullo sfondo, in ruoli prettamente comici (fra l’altro slapstick). Non ci sono imperatori al cui giudizio rimettersi o principi irraggiungibili o padri di cui guadagnarsi il perdono: tutto è giocato sul dialogo fra due generazioni di donne e su come il passaggio delle responsabilità da una generazione all’altra possa comportare un’evoluzione della personalità e della cultura di entrambe le generazioni. Questo fa di Ribelle – The Brave, non semplicemente una storia piacevole e godibile, ma, a mio parere, edificante e densa di significato, oltre che contemporanea e consegna un aggiornamento della figura femminile che si aspettava da tempo in casa Disney.

Ribelle - The Brave Screencap dal film 37

Ovviamente non basta una bella storia per fare un bel film, ci vuole tecnica, aspetto sotto il quale il tandem Disney-Pixar è un assoluto fuoriclasse e Ribelle – The Brave è assolutamente impeccabile. Lo stile visivo è letteralmente mozzafiato, con panorami spettacolarmente dettagliati che si srotolano sotto i nostri occhi in movimenti di macchina a volo d’uccello e una fusione di dettagli iper-realistici e sintetici che risulta magistralmente impastata. Le musiche sono ottime, mentre le canzoni occupano una parte relativamente marginale del film, non prendendosi mai in carica di sviluppare realmente un aspetto psicologico di un personaggio, come accade nel “classico” stile musical, tipico più delle produzioni Disney che di quelle Pixar. Il film ha un ritmo serrato e gli eventi si susseguono molto velocemente senza mai cadere mai in fasi di stallo, fine cui aiutano molto le gag (quasi tutte affidate ai personaggi maschili), decisamente godibili. Unico difetto, credo, l’effetto 3D che mi è paradossalmente capitato di vedere realizzato meglio in film in real-action: molti particolari risultano confusi e lo stesso accade per i movimenti, ma la cosa peggiore è la perdità di luminosità delle immagini di un film giocato sul contrasto di colori caldi e freddi e con numerosissime scene notturne, per cui è assolutamente consigliata la versione bidimensionale della pellicola.

Buono il doppiaggio italiano, che, naturalmente non lascia trapelare le sfumature di accento scozzese, ma di cui va sottolineata la perfermonce di Anna Mazzamauro, che interpreta splendidamente la simpaticissima strega intagliatrice a cui sono legati i due momenti più divertenti del lungometraggio.

La luna Foto dal Film 2

Come ormai da tradizione, apre il film il visionario e dolcissimo cortometraggio “La Luna”, scritto e diretto da Enrico Casarosa che ho trovato, come accade spesso con Pixar, un vero capolavoro di poesia e immaginazione.

Voto: 8

Potete leggere un altro parere sul film qui.

Brave, prodotto da Katherine Sarafian (Stu – Anche un Alieno può Sbagliare, Gli Incredibili) e diretto da Mark Andrews (già regista de Gli Incredibili, Ratatouille, John Carter of Mars) e Brenda Chapman (già regista de Il principe d’Egitto e responsabile della storia de Il re Leone) farà il suo ingresso nelle sale italiane il 5 settembre 2012. Per maggiori informazioni potete consultare le nostre News dal Blog. Vi ricordiamo inoltre che quitrovate la pagina facebook italiana del film.



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