[Amen., Francia, Germania 2002, Drammatico, durata 130']
Regia di Costa-Gavras
Con Ulrich Muehe, Ulrich Tukur, Mathieu Kassovitz, Michel Duchaussoy
Un atto d’accusa verso il silenzio di tutti coloro che sapevano e hanno taciuto.
Mentre si occupa della fornitura ai campi di sterminio di materiale da usare nelle camere a gas, Kurt Gerstein, chimico e ufficiale delle Ss, denuncia i crimini nazisti agli alleati, a Pio XII e agli stessi tedeschi. Kurt mette a repentaglio la sua vita ma l’unico a prestargli ascolto è il giovane gesuita Riccardo, voce isolata che si scaglia contro l’indifferenza delle gerarchie ecclesiastiche…





Costa Gravas riapre una ferita non ancora rimarginata: il ricordo di quanto avvenne nei campi di sterminio, il silenzio ingiustificabile di Pio XI e il rifugiarsi di alcuni ufficiali delle SS presso conventi e monasteri.
Quella stessa Chiesa che, riparandosi dietro un mutismo colpevole, non ha voluto ascoltare le denunce di Kurt Gernstein (un ufficiale delle SS che viene destinato all’uso del gas Zyklon B e che, una volta scoperta la sua vera funzione, fa di tutto perché il mondo intero venga a conoscenza degli orrori perpetuati nei campi di concentramento) è quella che ha permesso a molti criminali di guerra di restare impuniti.
Interessante la scelta di parlare degli orrori perpetuati a danno degli ebrei nei campi di sterminio nazisti senza mai mostrarli direttamente; in questo modo la rappresentazione dell’orrore assume tinte ancor più violente e crude (esemplare, a questo proposito, la sequenza degli ufficiali SS che assistono, attraverso un piccolo spioncino appositamente installato nella parete per contemplare le agonie dei condannati, all’esecuzione nelle docce commentando senza espressività alcuna: “E’ disgustoso.”): ciò che l’occhio non può vedere può essere visto, ancor più vividamente, dalla mente, continuando a vivere nel ricordo.
(Recensione di Francesco Ippolito)